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di DAVIDE DESARIO
Gli ausiliari della Sita si nascondono. E i conti degli incassi per la
valanga di multe non tornano. Nel contratto per “prestazioni
accessorie” stipulto tra Atac e Sita, infatti, è previsto che per
ogni sanzione amministrativa (68,20 euro) andata a buon fine l’Atac
pagherà all’azienda, che ha in gestione il trasporto notturno della
Capitale e le squadre di accertatori, la bellezza di 25 euro. Ma non
solo. Nel contratto c’è anche scritto che se il ricavo delle multe è
superiore a 1.500.000 euro del 2004 la Sita dovrà riconoscere all’Atac
il 30% del surplus.
E siccome i 38 ausiliari della Sita sono stati nominati dall’assessore
capitolino alla Mobilità, Mario Di Carlo, pochi giorni prima di
ferragosto, significa che si ipotizza che in soli cinque mesi di attività
(da agosto a dicembre) le multe possano fruttare 1.500.000 euro solo
alla Sita.
Il direttore generale della Sita, Marco Cialone, ha detto al Messaggero
che questi soldi servono per coprire le spese per gli stipendi degli
accertatori. Se le cose stanno così, infatti, calcolatrice alla mano,
gli ausiliari della Sita dovrebbero guadagnare una montagna di soldi:
1.500.000 euro fino alla fine del 2004 significano 300.000 euro al mese
che, divisi per i 38 ausiliari, portano ad uno stipendio di circa 8.000
euro a testa (15 milioni di lire per intenderci).
E’ possibile? O le cose stanno diversamente? Da ieri, dopo
l’articolo del Messaggero, se lo stanno chiedendo in tanti.
Il vicepresidente del consiglio comunale Fabio Sabbatani Schiuma è
arrivato a chiedere le dimissioni dell’assessore alla Mobilità Mario
di Carlo: «E´ scandaloso che i cittadini debbano pagare le multe anche
a realtà esterne al Campidoglio che non lasciano nemmeno la magra
consolazione di rimpinguare le già esautorate casse del Comune di Roma
- sostiene l’esponente di Allenaza Nazionale - Chi c´è dietro al
Sita? Che rapporti ci sono con il Campidoglio o con qualche Dipartimento
specifico? Dove vanno a finire tutti quei soldi?».
Sulla questione dal Campidoglio non arrivano risposte. Non commenta
l’assessore al Bilancio Marco Causi, non replica l’assessore alla
Mobilità Di Carlo.
«E’ davvero uno schiaffo ai vigili urbani - denuncia ancora il
segretario romano del Sulpm Gabriele Di Bella - Da anni si
denuncia una carenza di organico del Corpo della polizia municipale di
1.850 uomini. L’amministrazione comunale dice che non ci sono soldi
per assumere. E poi si danno 25 euro a multa ad una società privata che
mette in strada 38 persone che non hanno sostenuto alcun concorso ma
solo un breve corso e un esame alla Sta».
Per Marco Marsilio, della commissione comunale Lavori pubblic che si
occupa anche di mobilità la vicenda delle “multe a cottimo” è
illegale: «Se dovesse corrispondere al vero che la Sita intasca 25 euro
a multa, si tratterebbe di una pratica chiaramente illegale, poiché il
codice della strada prevede un diverso utilizzo dei proventi delle
contravvenzioni (parcheggi, interventi sul sistema del trasporto
pubblico etc), e non certo “premi” a chi è più bravo a infliggere
sanzioni».
E aggiunge: «In questo modo si scatena una logica perversa che porta a
non fare più prevenzione perché l'ausiliario della Sita sa che più
riesce ad elevare contravvenzioni, più fa guadagnare la sua azienda e
più ancora si garantisce il posto di lavoro, quando invece la sua
funzione dovrebbe essere quella di garantire la scorrevolezza del
traffico e la puntualità del servizio».
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L’ESPERTO |
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Appostarsi
per sanzionare è vessazione |
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di FILIPPO SATTA
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Ho letto con attenzione la vicenda dei nuovi ausiliari del
traffico che presidiano le corsie preferenziali, e non solo, del
centro di Roma durante le ore notturne.
Bisogna dire, innanzitutto, che il codice della strada parla
chiaro. Le sue disposizioni devono essere fatte osservare per
regolare il traffico e prevenire gli incidenti. E per far ciò,
quando è necessario, si può ricorrere anche alla repressione.
Ma quando ci si apposta solo per sanzionare, senza alcuno scopo
di prevenzione, e più in generale finalità educativa, per il
solo gusto di punire, si passa nel campo della vessazione. Trovo
questo comportamento inaccettabile e contro qualsiasi regola del
vivere civile.
Mi stupisco molto che i responsabili politici ed amministrativi
di Roma non si rendano conto del danno che questi comportamenti
recano alla vita sociale della città. In questa maniera
l’Amministrazione si fa odiare dal cittadino.
Chiariamo: nessuno discute che le corsie riservate ai mezzi
pubblici debbano essere rispettate. E sono assolutamente
convinto che se un vigile trova qualcuno che viola il divieto di
uso privato di queste corsie, fa benissimo, non bene, ad
infliggere la giusta contravvenzione.
Ma se si approfitta della notte per nascondersi e andare a
perseguire chi non reca, in concreto, danno ad alcuno si incorre
in un vero abuso di potere.
La questione dei soldi che il Comune paga alla società privata
per ogni multa andata a buon fine è, poi, inconcepibile. Si
tratta, infatti, di sanzioni amministrative il cui gettito non
può che andare esclusivamente nelle casse degli enti pubblici.
* Ordinario di Diritto Amministrativo alla facoltà di
Giurisprudenza dell’Università La Sapienza di Roma
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